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La professione giornalistica nei Paesi dell’UE: In FranciaIl legislatore ha ritenuto che la libertà di stampa sia una delle più importanti libertà pubbliche, quindi ha riservato alla professione di giornalista, nel codice del lavoro, regole particolari ponendola in parte al di fuori del diritto comune e garantendo al giornalista una certa libertà e un certo spazio nei confronti dell'imprenditore e dei pubblici poteri. L'art. 762-1 del codice del lavoro dà la definizione legale del giornalista: "Giornalista è colui che ha per professione principale, abituale e retribuita, l'esercizio della sua professione in una o più pubblicazioni, quotidiane e periodiche o in una o più agenzie di stampa e da cui ricava la sua entrata principale". Sono assimilati ai giornalisti professionisti i seguenti diretti collaboratori della redazione (traduttori, stenografi, revisori, disegnatori e fotografici). Sono esclusi gli agenti di pubblicità e tutti coloro che, a qualunque titolo, diano solo una collaborazione occasionale. La definizione legale attuale di giornalista deriva dalla combinazione di due criteri: uno di fondo che prescrive che l'attività di giornalista sia la fonte della maggior parte delle entrate e costituisca l'occupazione principale, l'altro di forma che presuppone l'ottenimento della tessera stampa. La tessera stampa viene rilasciata da una Commissione paritaria alla quale il richiedente deve esibire la dichiarazione del direttore della pubblicazione (non del "redacteur en chef") e le buste paga, da cui risulta che è remunerato secondo i minimi nazionali. In pratica la Commissione non fa altro che confermare una decisione padronale. In conclusione l'esercizio della professione giornalistica è libero. È protetto solo il titolo di giornalista professionista: l'iscrizione tra i giornalisti professionisti con il conseguente rilascio della tessera stampa e l'acquisizione dei relativi vantaggi (anche fiscali) è rimessa ad una commissione paritaria istituita per legge. L'iscrizione non è subordinata al possesso di un titolo di studio (anche se di fatto tutti i giornalisti ne sono in possesso). È previsto un praticantato di due anni, un anno se si è provvisti di apposito titolo di studio. |
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